Sharm El Sheikh, posizionata sulla punta meridionale della penisola del Sinai, si trova nel punto di incontro di tre differenti mari: Il profondo e stretto Golfo di Aqaba a Nord Est, il Golfo di Suez poco profondo e sabbioso a Nord Ovest e l’aperto Mar Rosso a Sud.

Le correnti di queste acque diverse fra loro per temperatura e nutrienti, si scontrano mischiando i tre differenti mari e arricchendo di nutrimento – quindi di vita – le acque cristalline che bagnano la costa, dai Reef di Tiran fino a tutto il Parco Marino di Ras Mohamed. Nei mesi estivi ogni specie di pesce si avvicina a queste coste per la riproduzione creando uno spettacolo unico: immaginate di poter vedere immensi banchi di pesci che amoreggiano mentre i predatori ci si buttano in mezzo per cacciare. Sharm offre un vasta scelta di bellissime immersioni adatte a tutti, dai principianti ai più esperti. Le guide Dive In ti accompagneranno ad esplorare uno dei mari tropicali più ricchi al mondo.

IMMERSIONI lungo la COSTA

  • RAS UMM SID: si identifica per la sua straordinaria proliferazione di gorgonie, formando una vera e propria foresta. Il percorso classico inizia in corrispondenza di un grosso corallo poroso abitato da una colonia di Anthias e prevede una discesa fino alla profondità di 20-25 metri per attraversare la celebre foresta di gorgonie con risalita sul pianoro situato a 14 metri dove, tra numerosi pinnacoli madreporici ricoperti di Alcionacei, volteggiano centinaia di pesci di barriera, nel blu sono molto frequenti incontri con aquile di mare, branchi di barracuda , squalo balena e mante.
  • PARADISE: si differenzia per la maggiore importanza dei pinnacoli madreporici che si elevano dal pendio tra la scarpatina del reef e il drop-off. I torrioni qui appaiono simili a vere e proprie sculture rese multicolori per lo sviluppo degli Alcionacei dai toni rossi, rosati e gialli: si crea così u magnifico paesaggio, unico nel suo genere. Il sito prevede una profondità tra i 10 e i 28 metri, con la maggior parte dell’immersione passata tra i 18 e i 24 metri. A questa profondità, Acropora tubulari crescono sul fondale dal quale si staccano anche alcune Gorgonie. Attraversando questo paesaggio superbo si ha modo di ammirare una ricca fauna di barriera, dai Pesci Pappagallo ai grandi Pesci Napoleone dagli innumerevoli Pesci Farfalla agli onnipresenti banchi di Anthias senza dimenticare alcune belle Murene giganti che trovano dimora negli anfratti dei pinnacoli.
  • TOWER: E’ un sito di immersione spettacolare, caratterizzato dalla presenza di un profondo canyon le cui pareti discendono verticalmente a oltre 120 metri di profondità. L’immersione si rende scenografica partendo dal grosso torrione madreporico fossile che ha dato il nome al sito Mantenendo il reef alla propria sinistra e discendendo a 15 metri si raggiunge ben presto il bordo di un vasto pianoro. Prima di emergere è interessante visitare le due ampie grotte a circa 5 metri di profondità.
  • NEAR GARDEN: Rimane sempre un’immersione di notevole interesse, si discende su un pianoro sabbioso a una profondità compresa tra i 15 e i 20 metri sul limite del drop-off da una serie di teste madreporiche, e si prosegue oltrepassando numerose gorgonie fino a una dorsale di quattro pinnacoli ammirando colonie di pesci.
  • FAR GARDEN: L’immersione può essere effettuata in corrente, discendendo obliquamente fino a 30 metri, per osservare dall’alto di un maestoso e vasto riparo, noto col nome di “Cattedrale” che si apre a circa 32 metri e penetra nel reef per una decina di metri. Da qui si inizia la risalita mantenendo la parete del reef sulla sinistra si raggiunge un grosso pontile in acciaio e cemento che segna la fine dell’immersione.
  • RAS NASRANI: Ci si immerge in corrispondenza di un pontile galleggiante nelle cui vicinanze si trova uno sperone madreporico. A 12 metri circa si può osservare un bellissimo esemplare di anemone rosso, discendendo lungo la parete a profondità di 20 metri si incontra imponenti colonie di coralli porosi massicci che formano veri e propri panettoni, nel blu è frequente il passaggio di pesce pelagico.
  • RAS GHAMILA: Che in Arabo significa ” punta graziosa” è un sito interessante per fare una bella immersione in corrente, non troppo impegnativa. L’immersione si estende lungo un vasto pianoro ricoperto da gorgonie, colonie di pesci e pinnacoli madreporici ad una profondità tra i 15e i 25 metri.

Parco Nazionale di RAS MOHAMMED

  • SHARK & JOLANDA REEF: E’ il sito più famoso e frequentato del Mar Rosso per la varietà dei paesaggi e soprattutto per la straordinaria abbondanza dell fauna sia di barriera che pelagica. E’ tuttavia bene sapere che per ammirare Shark Reef in tutto il suo splendore bisogna visitarlo durante i mesi estivi e che l’incredibile spettacolo costituito da banchi di centinaia di barracuda, Carangidi e pesci pipistrello che si aprono magicamente al passaggio dei subacquei è riservato a chi possiede un livello tecnico adeguato ad affrontare delle correnti talvolta impetuose. I percorsi subacquei effettuabili in quest’area, tutti preferibilmente condotti in corrente, sono numerosi e possono essere variati a piacimento tenendo conto di vari fattori (condizioni metereologiche, forza e direzione della corrente, grado di preparazione del gruppo) ma l’itinerario più classico e completo permette, in una sola immersione di visitare non solo Shark Reef ma anche i due siti vicini: Anemone City e Jolanda Reef.
  • SHARK OBSERVATORY: E’ una magnifica immersione in parete, ricca di Alcionacei, canaloni, ripari e grotte piene di vita, che permette di ammirare, sospesi su profondità abissali, un paesaggio grandioso e al tempo stesso offre la possibilità di incontrare grandi predatori pelagici come.
  • JACK FISH ALLEY: Discesi a 6 metri si trova subito l’ampio ingresso di una prima grotta che penetra nel reef per una quarantina di metri e da cui si esce, alla profondità di 9 metri. Jack Fish Alley o “Viale dei Carangidi” è così chiamato per la presenza di una vera e propria ampia strada sabbiosa (tra i 18 e 20 metri) compresa tra la scarpatina madreporica che borda la costa e un parallelo reef satellite, spesso frequentato da Carangidi e altri predatori. Nei mesi estivi è frequente l’incontro con lo squalo balena e Mante giganti.
  • RAS ZATAR: Il percorso inizia in corrispondenza di un pinnacolo madreporico sormontato da un’acropora tubolare situata a 21 metri e si snoda lungo la splendida parete che scende verticalmente ornata di coloratissimi Alcionacei, belle gorgonie e colonie di corallo nero. Da non perdere i due scenografici camini che iniziano alla profondità di15 metri e si restringono verso la superficie, nei camini si incontrano i tipici abitanti degli anfratti come Pesci leone, Pesci vetro e Cernie.
  • RAS GOZLANI: Il percorso si snoda su un vasto pendio sabbioso che inizia alla profondità di 6 metri e discende verso il Drop-off situato a 25-30 metri. Una serie di torrioni madreporici, spesso tappezzati da Alcionacei rossi e rosa, talvolta popolati da folte colonie di Anthias, e di grandi acropore tubolari si innalzano dalla sabbia soprattutto nelle vicinanze del drop-off. Si creano, così, paesaggi fantastici ricchi di fascino che assumono l’aspetto di una vera e propria foresta di madrepore.

Stretto di TIRAN

  • JACKSON REEF: L’immersione normalmente inizia sul versante meridionale, riparato dalle onde e dal vento, dove si trovano alcuni ormeggi fissi, situati a poca distanza dal reef. La parete è solcata nella parte superiore da alcuni canaloni sabbiosi e scende rapidamente sul fondale sabbioso (-45 metri) dove si trova una colonia di Anguille giardiniere. Dirigendosi verso ovest si noteranno alcune gorgonie e uno splendido anemone rosso a 28 metri, e quindi si giunge a un pianoro che prosegue con una sella e si collega con Woodhouse Reef . L’angolo sud-ovest Di Jackson, dove vi sono numerosissimi coralli di fuoco è sottoposto all’azione di correnti che possono essere estremamente violente, in questa zona si possono osservare grandi pesci pelagici: Squali grigi e Squali martello
  • WOODHOUSE REEF: Ha una forma stretta e allungata che non offre alcun tipo di riparo alle imbarcazioni ed è sprovvisto di ancoraggi fissi. Pertanto le immersioni in questo sito sono obbligatoriamente in “corrente”. La miglior luce per l’immersione è in genere al mattino. La parte più interessante del reef, che ha una lunghezza totale di ben 0,8 miglia, è la metà settentrionale del versante est, caratterizzata da un canyon che si apre a circa 30 metri e che continua fino a un pianoro sabbioso. In corrispondenza dell’uscita del canyon, si può osservare un bellissimo anemone rosso. Durante tutto il percorso si potranno ammirare, in un’acqua incredibilmente limpida, banchi di Carangidi, tartarughe, squali e numerosissimi coralli.
  • THOMAS REEF: Costituisce uno dei più spettacolari e suggestivi siti subacquei del Mar Rosso settentrionale. La mancanza di punti di ancoraggio obbliga a effettuare l’immersione in corrente. L’angolo meridionale del reef costituisce il punto classico di partenza dell’itinerario subacqueo che continua lungo il versante est, dove la parete discende fino a un pianoro sabbioso che inizia a circa 25 metri ed è in leggera pendenza. Sulla parete si potranno ammirare grandi Alcionacei, imponenti gorgonie, coralli a frusta, e colonie di corallo nero. Sul pianoro a 35 metri di profondità si apre, uno splendido ma assai profondo canyon che si sviluppa con andamento parallelo al reef ed è attraversato da tre imponenti arcate. All’angolo orientale del reef si può incontrare una corrente contraria assai forte: se si riesce a superare questo punto e se le condizioni sono favorevoli, è allora possibile compiere l’intero giro del reef, dove si osserveranno numerosi ripari e grotte, e una ricca fauna costituita da tartarughe, pesci di barriera e pesci pelagici.
  • GORDON REEF: E’ caratterizzato dalla presenza di un relitto, il cargo panamense Louilla di 3,461 tonnellate, incagliatosi nel Settembre del 1981 sul suo versante settentrionale. La presenza di ancoraggi fissi sul versante sud e di un ampio pianoro profondo tra 10 e 24 metri che si estende a ventaglio verso sud-ovest, rende questo punto di immersione più tranquillo dei precedenti.

RELITTI e storia

  • THISTLEGORM: Un vero e proprio museo da visitare in immersione! nome che significa “Cardo Blu” era una nave da trasporto Inglese , costruito per provvedere al trasporto di rifornimenti e di materiale bellico per l’esercito Inglese e nel Maggio 1941, con un equipaggio di 39 uomini, aveva lasciato il porto di Glasgow, in Scozia, con un carico di munizioni, bombe di diverso tipo, mine anticarro, fucili Lee Enfield MK III, un centinaio di motociclette BSA W-M20, autocarri Bedford, due carri armati leggeri Bren Carrier MK II, due locomotive a vapore Stanier 8 F complete di tender porta carbone e di vagoni cisterna per l’acqua , carrelli da trasporto, generatori portatili da campo, parti di ricambio di aerei e di autoveicoli, stivali di gomma e pneumatici. Il carico era destinato all’VIII armata inglese stanziata in Egitto, poiché le forze tedesche controllavano il Mediterraneo, la rotta più sicura consisteva nel circumnavigare l’Africa per raggiungere il porto di Alessandria attraverso il canale di Suez. Il Thistlegorm stava ormai risalendo il Mar Rosso quando ricevette l’ordine di ancorarsi nello Stretto di Gubal in attesa di poter attraversare il Canale di Suez temporaneamente ostruito da una nave che aveva urtato una mina tedesca. Ma nella notte tra il 5 e il 6 Ottobre due bombardieri Tedeschi provenienti da Creta lo avvistarono e lo attaccarono. L’esplosione fu violentissima e spezzò la nave in due tronconi così colò rapidamente a picco in assetto di navigazione su un fondale piatto e sabbioso profondo 30 metri alle ore 1:30 del 6 Ottobre 1941. Il Thistlegorm dista circa 31 miglia dal porto di Sharm el Sheikh circa 4/4:30 ore di navigazione, l’organizzazione dell’escursione dipende dalle condizioni metereologiche. L’esplorazione del relitto viene normalmente effettuata in due immersioni; la prima è riservata a una visita generale esterna e dopo un’ora minimo di intervallo di superficie si scende per la seconda immersione la quale consente l’esplorazione delle stive. L’immersione è soggetta generalmente da forti correnti.
  • DUNRAVEN: Nel 1977 un geologo tedesco di cui non si riporta il nome, durante una campagna di indagini geofisiche per una compagnia petrolifera, si dedicò alla ricerca di un relitto di cui ebbe notizia da un centro di immersione locale. Tuttavia le informazioni ricevute, risultarono così vaghe e in accurate, che ci vollero alcuni mesi prima che se ne riuscisse ad individuare l’esatta posizione. Fu appunto nei primi mesi del 1978 che, in maniera quasi accidentale, il geologo ed alcuni suoi compagni di ricerche, durante un’immersione in prossimità del fanale di segnalazione di Beacon rock, individuassero il relitto del Dunraven. Il punto di ingresso in acqua è in corrispondenza di ciò che rimane del traliccio del vecchio fanale oramai abbattuto, a ridosso del reef; in questa maniera si può puntare direttamente verso la poppa del relitto giacente, capovolto su un fondale sabbioso a m 27. Imponente risulterà a prima vista l’elica, ed il grande timone, ricoperti di concrezioni madreporiche e da coloratissimi alcionari. Oltrepassando l’opera viva del relitto, si raggiunge il lato di dritta ove, attraverso 3 aperture lungo la fiancata, è possibile penetrare all’interno dello scafo. In questa maniera si percorrere la nave per quasi tutta la sua lunghezza, riconoscendo al suo interno l’asse dell’elica, le caldaie, la scala che conduceva sottocoperta, gli ingranaggi della timoneria ed alcune valvole del generatore di vapore. Caratteristica dello scafo di questo relitto è la presenza di un gran numero di glass fish, che, ritmicamente, seguono gli spostamenti dei subacquei. La prua, giacente a circa 18 metri, risulta evidentemente danneggiata dall’impatto con il reef e consente ampie vie di uscita dallo scafo, è possibile individuare la catena dell’ancora, il suo alloggiamento ed i verricelli di manovra. In questa zona è opportuno muoversi con circospezione in quanto abitata da un branco di lion fish. L’immersione può completarsi con un passaggio lungo la chiglia del Dunraven in direzione opposta, completando il profilo dell’immersione multilivello seguendo il reef a bassa profondità. In questa zona oltre alle bellissime formazioni coralline caratteristiche del Mar Rosso, è frequente l’incontro con pesci napoleone, con branchi di pesci palla, e con altro pesce di reef corallino.
  • MILLION HOPE: Nel Luglio del 1996 il Million Hope ha urtato il reef nelle vicinanze di Nabq, mentre trasportava 26 mila tonnellate di potassio e fosfati. La nave rimasta in superficie per anni è poi stata affondata perché, si dice, deturpasse l’ambiente. A lato del Million Hope si trova anche una enorme gru, caduta in acqua durante i lavori di recupero. Uno dietro l’altro, seguendo la guida si passa tra i resti di quelle che erano enormi gru portale, alloggiate sulle cinque stive dove veniva trasportato il carico. Il relitto adagiato su un fondale di 22 metri è talmente grande che è praticamente impossibile averne la visone i insieme, ma si gira con facilità in ampi spazi, sempre in sicurezza.

DAHAB

  • CANYON: L’immersione comincia in una suggestiva spaccatura che la roccia presenta dagli 8 ai 50 metri di profondità con due uscite, una a 30 metri, l’altra sul fondo. L’ingresso avviene attraverso il suo punto più largo: ci si lascia scendere fino a raggiungere il fondale sabbioso a 28 metri di profondità ammirando i giochi di luce prodotti dai raggi del sole. Ci si dirige poi verso nord (la parte meridionale della spaccatura, oltre ad essere troppo profonda, non presenta particolare interesse) e, sorvolando il pianoro si raggiunge dolcemente la quota dei 3 metri per completare con una sosta di sicurezza.
  • BLUE HOLE: Ci si immerge dal vicino sito denominato El Bells, situato a 250 metri più a nord e accessibile dal Blue Hole a piedi percorrendo una pista. El Bells è una specie di camino nel reef , aperto in alto e verso il mare che si allarga e si restringe formando delle cavità a forma di campana, di cui la terza inizia a 26 metri dopo un grande arco ed è alta 6-7 metri. L’ingresso avviene attraverso una spaccatura del reef della quale si salta nel blu: qualche metro sotto la superficie lo spettacolo è magnifico e il camino è rischiarato dai raggi solari che danno vita a tutta la vasta gamma tonale dell’azzurro. Ci si lascia discendere in questo straordinario universo fino alla profondità di 30 metri all’interno della terza campana, quindi si abbandona il camino e ci si dirige verso sud mantenendo il reef alla proprioa destra e risalendo dolcemente. La parete, bellissima, scende verticale nel blu, spesso incrostata da grandi colonie di Coralli striati dal colore brunastro e ornata da gorgonie, Alcionacei, coralli neri, anemoni con i loro pesci pagliaccio e banchi di rossi Anthias. Dopo una trentina di minuti a quota 7 metri si incontra la sella che permette di accedere all’interno del Blue Hole in corrispondenza di un meraviglioso giardino di corallo.