Nell’abbraccio delle acque che lambiscono la parte meridionale di Sha’ab Mahmoud, meglio noto come Beacon Rock, giace il resto sommerso di un’imponente nave britannica. La sua posizione, custodita sotto il faro del South Cardinal Beacon, ne fa una meta di rara bellezza, raggiungibile con un’ora di navigazione oltre il confine di Ras Mohammed, condizioni climatiche permettendo. La navigazione verso questo sito offre momenti di pura magia marina, dove, nonostante una certa protezione offerta dalla barriera corallina, le acque possono rivelarsi sfidanti.
Il “Dunraven”, varato nel lontano 1873 nei cantieri di Newcastle, incontrò il suo destino contro la barriera corallina nel 1876, per poi riposare nelle acque profonde 30 metri, adagiato sul fianco della parete corallina, spezzato in due tronconi. La nave, lunga 80 metri e larga 10, giace in una tomba acquatica, con la poppa distante 29 metri dal fondale sabbioso, offrendo accessi parziali ai subacquei esperti. Esplorare il relitto significa nuotare attraverso la caldaia, testimone silenziosa del disastro, fino a raggiungere il punto dove il bastimento si è diviso, regalando un’uscita spettacolare fra migliaia di pesci di vetro.
La prua del Dunraven, situata in acque meno profonde, invita gli esploratori a scrutare nelle sue cavità, pur senza offrire veri e propri ingressi. La fase finale dell’immersione abbraccia una nuotata lungo lo scafo, ormai culla di un rigoglioso ecosistema corallino, proseguendo verso la parete della barriera corallina e le adiacenti secche, in un finale di scoperta e meraviglia.


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